Pannello V

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Descrizione


I LESTRÍGONI
Odisseo, maledetto da Eolo a cui in extremis ha chiesto di nuovo aiuto, naviga per sei giorni giungendo all’Isola dei terribili Lestrígoni. La terra, rocca di lamo, chiamata Telépilo Lestrigònia, ha un porto accogliente, un’insenatura naturale dov’era “bianca bonaccia”. Odisseo per prudenza ferma la sua nave prima, legandola ad una grande pietra. Da lì s’inerpica sulla roccia ed osserva una strana desolazione: non v’è traccia d’uomo o di animale ma solo fuoriesce dal terreno uno strano fumo. Nel pannello regna un ordine decorativo: appaiono soldati pronti e capeggiati da Odisseo, ma al contempo una moltitudine di valorosi guerrieri morti. È una strage: i Lestrígoni sono giganteschi, la loro crudeltà è simile a quella del ciclope Polifemo. Smarriti, prima ancora di poter chiedere ospitalità, vengono divorati, colpiti, infilzati come pesci mentre fuggono verso le navi ferme nel porto che, colpite anch’esse dagli enormi massi, sono rappresentate da vele affondate. Odisseo riesce a sfuggire, tagliando la corda della nave fuori dal porto e incitando i suoi compagni a remare più forte, “per sfuggire il malanno” e cercare una nuova rotta verso Itaca.

Dal libro X vv.80-134
“Sei giornate di seguito navigammo di giorno e di notte,
la settima toccammo l’altissima rocca di Lamo,
Telépilo Lestrigònia […]
Qui come entrammo nel bel porto […] gli altri tutti
spinsero le navi ben manovrabili e quelle nel porto profondo
stavan legate vicine […]
Io solo fermai di fuori la nave nera,
proprio all’estremo, legando ad un pietrone la gòmena;
e su una cima rocciosa m’inerpicavo ad esplorare;
là né di bovi né d’uomini appariva lavoro,
il fumo solo vedevo dalla terra apparire.
Allora mandai dei compagni a informarsi
Che gente su quella terra vivesse, mangiando pane,
e scelsi due uomini e terzo aggiunsi l’araldo.
E una fanciulla incontrarono davanti alla rocca, venuta
per acqua, la figlia gagliarda di Antifante Lestrígone, […]
lei subito del padre mostrava l’eccelsa dimora.
Quelli come entrarono del glorioso palazzo, una donna
trovarono, grande come una vetta di monte e ne ebbero orrore.
Costei dalla piazza in fretta chiamava il glorioso Antìfate,
il suo sposo, che a loro meditò triste fine.
Subito uno afferrandone, se ne imbandì un pasto: […]
In folla accorrevano i forti Lestrígoni, chi di qua chi di là
[…] essi dai picchi con pietre che appena può un uomo portare
colpivano; e orrendo strepito in mezzo alle navi nasceva,
d’uomini massacrati e insieme di navi spezzate.
[…] D’impeto prendendo il largo l’ardue rocce fuggì
la mia nave; ma l’altre laggiù tutte quante perirorno.
Di là navigammo avanti, sconvolti nel cuore,
lieti d’aver scampato la morte, ma privi dei cari compagni.”

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 94 × 63 cm