Pannello VIII

COD: od8 Categoria:

Descrizione


LE SIRENE, SCILLA E CARIDDI
È scesa la notte e, mentre i compagni riposano, Circe incontra Odisseo avvertendolo dell’ incontro con le Sirene e con i mostri Scilla e Cariddi. Nel pannello le vicende sono esposte con ordine e rigore: accanto alla nave tra i flutti c’è l’eroe in piedi, legato all’albero. È il noto momento in cui la forza del canto delle Sirene lo dilania; i compagni, grazie alla cera nelle orecchie, continuano a remare nelle acque placide vicino all’isola mentre Odisseo è consumato dal desiderio che le parole ed i canti dolcissimi gli suscitano. Nell’opera, le feroci, splendide creature, sono inserite in una natura lussureggiante mentre ai loro piedi giacciono solo i resti di coloro che hanno ceduto alle loro lusinghe e dunque sono stati divorati. Oltre la cornice riappare la nave che fugge e che sta per incontrare i due mostri Scilla e Cariddi, al centro del pannello, anticipati da fragore e fumo, dall’apertura nelle acque di un gorgo terribile.
Le spire delle creature invadono lo spazio scenico: i sei uomini catturati e travolti da Scilla sono sbalzati tra le orride spire. Il segno è centripeto e spiraliforme: il terrore che arriva dal fondo del mare è accompagnato dalle urla dei compagni che, disperati, mentre scompaiono, chiamano aiuto. Accanto, muggente, è Cariddi che vomita gorgogliando le acque salmastre e sembra richiamare, sui suoi tentacoli, il grande albero di fico presente sullo scoglio al di sotto del quale il mostro si manifesta. Ultime compaiono le navi che fuggono tra i flutti, dirette verso l’isola del Sole, la Trinachía.

Dal libro XII vv.154-246
“O cari, non devon conoscere uno o due soli
i fati che a me svelò Circe, la dea luminosa:
ma li dirò chè possiamo o morire sapendolo,
o scampare, evitando la morte e le Chere.
Delle Sirene dal canto divino per prima cosa ordinava
che fuggissimo e voce e prato fiorito.
A me solo ordinava d’udire quel canto; ma voi con legami
strettissimi dovete legarmi, perché io resti fermo,
in piedi sulla scarpa dell’albero: a questo le corde m’attacchino.
E se vi pregassi, se v’ordinassi di sciogliermi,
voi con nodi più numerosi stringetemi!”
[…] Così parlavo, e quelli subito alle mie parole ubbidirono.
“Da una parte era Scilla, dall’altra la divina Cariddi
paurosamente ingoiava l’acqua salsa del mare;
ma quando la vomitava, come su grande fuoco caldaia,
tutta rigorgogliava sconvolta:dall’alto la schiuma
pioveva giù, sulle cime d’entrambi gli scogli.
[…] Guardavamo Cariddi paventando la fine.
E proprio in quel punto Scilla ghermì dalla concava nave
sei compagni, i più vigorosi per la forza del braccio.”

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 90 × 63 cm